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29/05/2010     Letture: 6105

Sono triste, non dovrei esserlo ma lo sono.
In fin dei conti sono fortunato, amo il mare ed ho fatto della cosa che amo la mia professione, sono decisamente fortunato!
Da piccolo non me ne rendevo conto, quando lo volevo Lui era lì, ho sempre vissuto vicino al mare. Con il passare degli anni piano piano me ne stavo allontanando, non gli davo il giusto valore perché non ne ero stato mai privato, anche se inconsciamente non ero soddisfatto di quella che era o stava diventando la mia vita.
Poi, anni fa, una decisione, troppo giovane per rendermi conto di quanto fosse avventata l'azione ma abbastanza grande per dire “faccio come dico io” .
E da allora quante belle cose..... le balene in Kenya, gli squali del Mar Rosso, i delfini di Roatan, e comunque il piacere nell'andare in acqua tutti i giorni.
Si! Sono decisamente fortunato, posso fare il lavoro che mi piace.
Qualche giorno fa andando in bici al diving ho visto una macchia sulla spiaggia, col binocolo la sagoma sembra un pesce e decido di andare a vedere.
In effetti è uno squaletto.
Ecco mi sono rovinato la giornata, comincio a pensare, ogni giorno c'è qualche pesce morto che galleggia nel porto, ma che li prendono a fare? Certo non è voluto, è una cattura accidentale, ma pensare ad incidenti in questi giorni mi fa star male, in questi giorni che in maniera “ accidentale “ nel Golfo del Messico si sta compiendo una tragedia di dimensioni inimmaginabili la parola INCIDENTE mi fa pensare all'ipocrisia.
Mi fa pensare a chi dovrebbe controllare e non lo fa, mi fa pensare a chi dovrebbe insegnare e non ne è capace, mi fa pensare a chi dovrebbe imparare e non se ne rende conto. Mi fa pensare che il mare che io amo soffre .
E sono triste, triste come la foto che ho fatto sulla spiaggia.